L’idea di impiantare una valvola artificiale nel cuore è di pochi anni fa e, all’inizio, sembrava un’idea diffi cile da tradurre in pratica tanti sembravano gli ostacoli da affrontare. Inaspettatamente nel giro di pochi anni siamo passati dalla fase sperimentale all’applicazione pratica ed oggi è una realtà. Voglio subito premettere che l’esperienza è ancora limitata e sappiamo poco sulla durata nel tempo di queste valvole per cui è opportuno affrontare la problematica con estrema cautela e senza facili trionfalismi. Al momento l’esperienza maggiore riguarda la valvola aortica che è posta tra il ventricolo sx e l’aorta, mentre per la mitrale (la valvola che separa l’atrio sx dal ventricolo sx) la ricerca è ancora arretrata.
Per l’aorta esistono due modelli che possono essere inseriti nel cuore attraverso l’arteria femorale (a livello dell’inguine) che è la stessa arteria che viene impiegata per inserire i cateteri per la coronarografi a e l’angioplastica coronarica. Ovviamente il dispositivo che serve ad introdurre la valvola è un po’ più ingombrante dei cateteri che si usano per l’angioplastica , ha un diametro di circa 7 mm contro i 2 mm dei cateteri per angioplastica, per cui serve un’incisione leggermente più ampia. In pratica il paziente viene portato nel laboratorio di emodinamica (dove si eseguono le angioplastiche coronariche) e, in anestesia locale, viene praticata una piccola incisione a livello dell’inguine.

Qui viene introdotto il tubicino di plastica su cui è montata la valvola che viene fatta avanzare fi no al cuore dove c’è la valvola aortica e viene rilasciata con sistemi diversi a seconda del tipo di valvola scelto (al momento ne esistono 2 modelli). Successivamente viene ritirato il tubicino di plastica e il foro praticato sull’arteria femorale viene chiuso con un sistema molto sofi sticato di fi li di sutura che possono essere impiegati attraverso la stessa piccola incisione di 7 mm.
Detta così sembra una banalità. In realtà esistono molti problemi che non rendono applicabile tale tecnica a tutti i pazienti. Tanto per fare un esempio è essenziale che le arterie femorali abbiano un calibro suffi ciente a far passare i dispositivi. Poi esistono problemi di effi cacia. Sappiamo che la chirurgia tradizionale è estremamente effi cace, mentre con queste nuove valvole il funzionamento talora non è perfetto. Pertanto al momento i pazienti che vengono presi in considerazione per l’impianto della valvola senza chirurgia tradizionale sono coloro che hanno una controindicazione all’intervento tradizionale o un elevato rischio operatorio, come ad esempio i pazienti molto anziani o con gravi malattie polmonari o cerebrali.

Tutto questo nell’attesa che le tecniche vengano perfezionate in modo tale da rendere applicabile questa tecnica anche a pazienti giovani, perché é indubbio che poter rinunciare alla chirurgia tradizionale a favore di queste tecniche meno invasive costituirebbe un importante passo avanti; si eviterebbe l’abituale convalescenza e si potrebbe ritornare ad una vita normale entro pochi gg. Un’ ultima buona notizia: anche a Mestre ci stiamo attrezzando per poter eseguire questi impianti di valvola aortica e contiamo di iniziare nell’ autunno di quest’anno.
Dr. Francesco Di Pede
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Reply #1 on : 02-03-2009